Potremmo dire di padre in figlio anche se qui di figli, oltre Gianni che oggi presiede ALI Spa, Francesco Canella, nato nel 1931 a Veggiano nella provincia di Padova, di figli ne ha avuti due, Gianni e Marco. Il loro papà, che mise in piedi l’azienda e inventò il banco servito nella GDO, è scomparso all’età di 93 anni a gennaio del 2024 ma nel corso dei suoi anni ha potuto trasmettere per intero la sua filosofia di vita e di lavoro ai suoi figli e non solo. Oggi Alì Supermercati è un modello che funzione. Sono quelli che non “predicano bene e razzolano male”. Quelli cioè che i loro cinquemila collaboratori li trattano davvero bene a partire dalla paga e dalle ore di lavoro effettive. “Perché – dice Gianni Canella oggi – se tu vuoi clienti felici di fare la spesa da te devi avere collaboratori felici di lavorare con te”.
Nella storia di Alì Supermercati c’è tutta l’Italia del Novecento e quella di un uomo, terzo di sette fratelli in una numerosa famiglia contadina che ha saputo creare un modello di fare impresa nella reatail food. E pensare che Francesco Canella prima di diventare l’imprenditore dei supermercati che abbiamo conosciuto fino a gennaio 2024 quando è scomparso a 93 anni, faceva l’aiuto calzolaio in una bottega artigiana di Veggiano, il suo paese nativo. Francesco era dotato di costanza ed impegno, ma il lavoro del calzolaio non è sufficientemente remunerativo, così iniziò ad esplorare nuovi orizzonti. Quasi un secolo dopo la sua nascita e due anni dopo la sua morte, Gianni Canella, classe 1967, che guida le sorti di Alì SpA, può ben dire di aver difeso e fatto crescere quegli stessi ideali di vita del papà Francesco. Non a caso il bilancio di sostenibilità Alì parla chiaro: 14 boschi urbani e lotta allo spreco alimentare. Nel 2025 sono stati destinati alla comunità oltre 3,7 milioni di euro. E lui: «Cerchiamo di portare avanti i valori che papà ci ha lasciato: sincerità, unità, spirito di squadra». Sta di fatto che nel 2020 erano piccoli, oggi i 700 alberi del bosco urbano di Voltabarozzo piantati dal Gruppo Alì sono cresciuti. Sei anni dal giorno in cui furono piantati e poi «a distanza di sei anni da quella giornata, il bosco rappresenta una testimonianza tangibile di come la sostenibilità possa trasformarsi da impegno dichiarato a patrimonio condiviso della comunità» dichiarava pochi mesi fa il presidente del Gruppo Gianni Canella.
Ecco intanto i numeri di Alì Supermercati
Oltre 3,7 milioni di euro destinati alla comunità, 53.855 alberi donati al territorio, 14 boschi urbani, 5.000 collaboratori e 119 punti vendita tra Veneto ed Emilia-Romagna. Sono alcuni dei principali dati contenuti nel bilancio di sostenibilità 2025 di Alì, documento che racconta l’impegno del Gruppo nel coniugare crescita economica, responsabilità ambientale, attenzione alle persone e vicinanza ai territori in cui opera. Il bilancio, il quarto redatto, è stato predisposto su base volontaria e, per la prima volta è stato visionato da parte di una società terza, la Df Audit.
Nel 2025 il Gruppo ha confermato una presenza radicata nel territorio, con più di 39,4 milioni di scontrini e una quota di mercato in Veneto pari al 17,9%. Il valore economico distribuito sul territorio nel 2025, tra costi operativi, salari e benefit dei dipendenti, investimenti nella comunità, pagamenti a fornitori di capitale e alla pubblica amministrazione ammonta a 1.315.717.000 euro.
I temi dell’impegno etico sono legati ad energia e verde. Sul fronte ambientale, il Gruppo ha risparmiato complessivamente 23.736 Mwh di energia, pari al consumo annuo di 5.658 famiglie. Il risultato deriva da più linee di intervento: impianti fotovoltaici, recuperatori di calore, porte sui frigoriferi e illuminazione full led. Nel 2025 Alì ha inoltre raggiunto una potenza fotovoltaica installata pari a 3.952 kW.
E così prosegue anche l’impegno per il verde territoriale: dal 2010, attraverso il progetto We Love Nature, campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto i clienti nella tutela dell’ambiente, il Gruppo insieme ai clienti ha donato 53.855 alberi e contribuito alla creazione di 14 boschi urbani, con 348.000 metri quadrati circa piantati. Nel 2025 risultavano inoltre installati 25.666 metri quadrati di tavelle fotoattive, con un effetto di pulizia dell’aria stimato pari a quello di un bosco di 1.791 alberi.
I cinquemila collaboratori
Sul fronte collaboratori le notizie sono da primato: le persone rappresentano uno dei capitoli centrali del bilancio. Al 31 dicembre 2025 Alì contava 4.850 collaboratori, con una crescita dello 0,4% rispetto al 2024. Ora i collaboratori superano le 5.000 unità. La forza lavoro è composta per il 53,7% da donne e per il 46,3% da uomini. Il 96% dei collaboratori ha un contratto a tempo indeterminato. «Chi lavora con noi deve avere un posto sicuro e sereno ed è parte effettiva della nostra famiglia» ha sottolineato Gianni Canella. Alì continua a investire nella loro formazione: l’anno scorso le ore di formazione finanziata sono state 7.455.
La lotta allo spreco alimentare
L’altro tema caldo è la lotta allo spreco alimentare che nel 2025 fa registrare ben 246.930,78 kg di prodotti donati, pari a 493.861 pasti destinati a persone in difficoltà. Così la responsabilità del Gruppo si esprime anche nella gestione della catena di fornitura, con 814 fornitori locali in Veneto ed Emilia-Romagna e una spesa complessiva verso fornitori pari a circa 985 milioni di euro. I 98% dei fornitori dei prodotti a marchio sono italiani. Una gestione responsabile ed etica della filiera a tutela dei lavoratori, della qualità dei prodotti e del benessere animale.
Gianni Canella: «Portiamo avanti i valori di papà»
Il ricordo è nitido. «In pausa pranzo – dice fa Gianni Canella – i nostri collaboratori mangiavano con noi. Ero piccolo ma ricordo tutto: i giri in furgone, i matrimoni, i compleanni sempre insieme». E mentre racconta sorride. Per qualche istante il presidente del Gruppo Alì mette da parte numeri, investimenti e bilanci e torna bambino. Dietro quelle storie c’è una storia iniziata molto prima, quando suo padre Francesco aprì il primo supermercato Alì a Padova, il 20 ottobre 1971. A lui è stata dedicata una Fondazione, nata «per fare ancora di più». Tra padre e figlio non sono mancati confronti, anche accesi, ma il patrimonio più importante è rimasto quello dei valori. L’aria che il piccolo Gianni respirava era quella di una grande famiglia, fatta di persone che si conoscevano per nome, che condividevano il pranzo, le ricorrenze e i problemi quotidiani. Una comunità prima ancora che un’azienda. È da lì che, ancora oggi, prende forma il suo modo di intendere e vivere il lavoro.
Gli chiedono: presidente, qual è il ricordo più bello che conserva di suo padre?
«Amava profondamente le persone. Era sempre un passo avanti, riusciva a capire quando qualcuno aveva davvero bisogno e questo influenzava anche le decisioni che prendeva. Credeva nella politica della porta aperta: chiunque lavorasse con lui poteva entrare nel suo ufficio. Tantissime persone gli chiedevano aiuto e lui non si è mai tirato indietro.»
«Papà era partito da solo, poi aveva coinvolto i fratelli, gli amici di Veggiano che arrivavano in città con il furgone. Da bambino ricordo che all’ora di pranzo casa nostra era sempre piena: c’era chi mangiava, chi si fermava a riposare, chi faceva due passi in giardino. Sono immagini che porto ancora con me.» Poi arriva la domanda sul valore del lavoro: che cosa rappresenta oggi per lei il lavoro? «La mela non cade mai lontano dall’albero. Sono felice di lavorare in questa azienda perché, prima di tutto, è una famiglia. Cerchiamo di portare avanti i valori che papà ci ha lasciato: sincerità, unità, spirito di squadra. Ricordo i compleanni, i matrimoni, le feste dei collaboratori: partecipavano tutti, anche chi lavorava nei punti vendita saliva sul furgone per esserci. C’erano fiducia, stima e fedeltà reciproca. È un patrimonio che vogliamo conservare. I nostri slogan ne sono la prova. “Alì migliora la vita”, “Ci prendiamo cura delle persone, con la passione per le cose buone e rispetto per il futuro”. Le decisioni che prendiamo oggi determinano il futuro. Il mio obiettivo è continuare a migliorare la vita delle persone. Ho due bambine meravigliose. La terza generazione della nostra famiglia è numerosa e spero possa crescere con questi valori».
Lo scorso 15 ottobre il Consiglio Generale di Confindustria Veneto Est, riunito a Padova, su proposta della Presidente Paola Carron, ha nominato per un del mandato quadriennale 2024-2028 all’unanimità Gianni Canella Consigliere di Presidenza con delega alla Cultura di Impresa ed Eventi. Nomina che si è aggiunta alle altre. Gianni, al battesimo Giovanni Canella, riveste la carica di Presidente del C.d.A. di Alì S.p.A. e di Alì Immobiliare S.r.l., Amministratore Delegato di Alì S.p.A., Consigliere Delegato di Alì Group S.r.l. e Consigliere della Fondazione Alì Francesco Canella ETS. Inoltre è membro del Consiglio di Amministrazione con carica di Consigliere di Assindustria Sport, del Consiglio di Amministrazione di V.I.M.M. Fondazione per la ricerca Biomedica Avanzata ETS e del Consiglio di Amministrazione di Biocompatibility Innovation S.r.l.. Lungo una strada fatta da tante innovazioni, Gianni si trova oggi ad emulare un padre da cui non si è mai allontanato come stile di vita e pensiero. Si ricorda, per esempio, quando nel 1965 Francesco Canella fece un viaggio a Boston organizzato dalla Camera di Commercio di Milano dove apprende che, all’interno di un supermercato all’americana, può esistere il banco gastronomia servito, la sua prima passione. Tornato in Italia con la volontà di aprire il suo primo supermercato con quel particolare format lo fa per davvero. Così intraprendenza e lungimiranza gli consentirono di avviare la sua attività imprenditoriale, sostenuto dai fratelli Pietro e Settimo e da tutti i collaboratori di Veggiano che fino all fine gli sono stati a fianco. Arrivò così l’alba del 20 ottobre del 1971 quando Francesco Canella inaugurò il suo primo supermercato Alì a Padova, in via Curzola, il primo in Italia dotato di banco gastronomia servito. Nasce così Alì, dalla contrazione della parola Alimentari, un marchio intuitivo e facile da ricordare, che oggi è annoverato tra i Marchi Storici.
Oggi Alì Supermercati, azienda veneta della grande distribuzione organizzata fondata nel 1971, con un fatturato che nel 2023 superava 1 miliardo e 400 milioni di euro, conta 120 punti vendita in Veneto ed Emilia Romagna, dando lavoro ad oltre 5.000 collaboratori. E come aveva fatto papà Francesco anche Gianni Canella vuole che ci sia radicata territorialità e attenzione alla comunità che hanno sempre fatto parte di della storia aziendale di matrice familiare.
Alla base di una vicenda imprenditoriale di successo ci sono valori semplici e solidi che hanno sempre messo al centro di ogni decisione e azione di Canella, la persona: dal collaboratore, al cliente, al fornitore. “Fin dall’inizio – diceva Francesco Canella – ho posto al centro la qualità, che è il valore principale sul quale ho basato tutta la mia vita. Qualità nelle relazioni, verso i collaboratori, nel servizio alla clientela, nella selezione dei produttori, nei prodotti, soprattutto in quelli freschi”. Da sempre Fancesco Canella ha voluto che Alì fosse un luogo dove clienti e collaboratori si sentissero a casa, dove si lavorasse con gentilezza, cortesia, professionalità e disponibilità. “La mia vita è stata ricca di momenti di grande lavoro, di gioia e di famiglia – ricordava “Un fresco amore”, il romanzo biografico dedicato alla sua storia – Non vi nascondo che ho affrontato anche delle difficoltà, ma ho sempre visto il buono nelle persone e colto le opportunità che si sono presentate”. Con questo spirito e questi valori, sorretto da buona salute e tanta voglia di fare, Francesco Canella ha dato l’impronta a quella straordinaria vicenda imprenditoriale che continua tutt’oggi nei supermercati Alì. Di tutto questo, a ben guardare questi ultimi due anni dalla scomparsa di Francesco Canella, il figlio Gianni oggi a guida del gruppo non ha dimenticato nulla. E vuole tenacemente proseguire tutti i solchi aperti da una storia nella quale è nato e vissuto anche lui.
Il 21 ottobre scorso Alì Supermercati compiva 55 anni e premiava i suoi collaboratori. Ad ognuno dei 5.000 dipendenti darà un riconoscimento di 250 euro «per ringraziare chi contribuisce ogni giorno alla crescita dell’azienda». che nei numeri dice che Alì Supermercati ha registrato nel 2025 un fatturato pari a 1,4 miliardi (+2,2% sul 2024) e un margine operativo sostanzialmente stabile a 101 milioni. Con ii suoi 120 punti vendita in Veneto ed Emilia Romagna, di cui 96 Alì e 24 Alìper la famiglia Canella ha una quota di mercato del 17,9% in Veneto con Alì Supermercati che fa parte di Selex gruppo commerciale e dal 2001 rientra nella Centrale Esd Italia.
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